Iran: ancora sangue. In sei giorni oltre 20 morti. Ue: ‘Morti inaccettabili’
Le proteste contro il carovita e contro le autorità non si placano in Iran, dove anche la notte scorsa ci sono state dimostrazioni e violenze che hanno portato alla morte di altri nove manifestanti, facendo salire ad almeno 23 il numero delle vittime. Tra loro anche un bambino di 11 anni e un Guardiano della Rivoluzione, il corpo d’elite del regime, uccisi nella regione centrale di Isfahan, dove numerose sono le città in ebollizione. A fomentare le proteste, ha accusato la Guida suprema ayatollah Ali Khamenei che per la prima volta dall’inizio delle manifestazioni è intervenuto pubblicamente sulla situazione, sono i “nemici dell’Iran, che hanno rafforzato l’alleanza per colpire le istituzioni” della Repubblica islamica. “Hanno usato diversi strumenti, denaro, armi, politica e spionaggio per creare disordini”, ha affermato Khamenei sulla sua pagina web, senza menzionare alcun Paese straniero in particolare. “A tempo debito – ha chiuso – parlerò al popolo dei recenti incidenti”.
Intanto il vicegovernatore per la sicurezza a Teheran ha riferito che sono 450 le persone arrestate negli ultimi tre giorni.
L’Ue “sta seguendo da vicino le dimostrazioni in corso in Iran, l’aumento della violenza e la perdita inaccettabile di vite umane”, ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, sottolineando che “dimostrazioni pacifiche e libertà di espressione sono diritti fondamentali che si applicano a ogni Paese, e l’Iran non fa eccezione”. “Ci aspettiamo che tutte le persone coinvolte si astengano dalla violenza”, l’Ue, avverte Mogherini, “continuerà a monitorare la situazione”.
A esprimersi contro il regime iraniano continua a essere, in primissima fila, il presidente americano Donald Trump che anche oggi ha commentato che “il popolo iraniano sta finalmente reagendo contro il corrotto e brutale regime iraniano. La gente ha poco cibo, c’è un’enorme inflazione e non ci sono diritti umani”. A stretto giro gli ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghassemi: “Invece di perdere tempo mandando tweet inutili e offensivi, Trump dovrebbe concentrarsi sugli omicidi quotidiani in scontri armati negli Usa, sui milioni di senzatetto e di gente affamata nel suo Paese”. Gli Stati Uniti, che starebbero valutando sanzioni per colpire direttamente i Pasdaran, hanno inoltre intimato al governo iraniano di mettere fine al blocco di Instagram e di altri popolari social media. E si apprestano a chiedere una riunione d’emergenza alle Nazioni Unite, come annunciato dall’ambasciatrice Nikki Haley, che ha tra l’altro definito “ridicole” le accuse di ingerenze esterne evocate da Khamenei.





